Google cambia la propria ricerca ed aggiunge una funzione in più, un “carosello” di risultati commerciali: locali, ristoranti, bar ed altri luoghi di intrattenimento

Non avverrà ancora per un po’ nelle versioni non anglofone di Google, ma il motore di ricerca sta presentando un update sui risultati di ricerca che promuove i business locali, inserendole in una sorta di carosello grafico.

Il carosello ricorda un po’ il nuovo Google Maps

Abbiamo già visto qualche tempo fa in anteprima l’interfaccia del nuovo Google Maps, che comprendeva anche un sottile carosello delle locazioni vicine.

Pare Google abbia deciso di aggiungere qualcosa di simile alla sua pagina dei risultati di ricerca. Inserendo quindi una query per trovare ristoranti cinesi, per esempio, Google visualizzerà una sottile striscia animata nera, contenente immagini dei locali vicini.

Con un click sarà possibile accedere alle informazioni su questi business. Con uno zoom sulla mappa, invece, il carosello sarà automaticamente ristretto ad i risultati più vicini all’area specifica.

Le informazioni sono contestuali alla posizione dell’utente, e sono un attacco diretto alle funzioni di un competitor che al momento si trova già in difficoltà, Foursquare. La differenza è che Foursquare è un servizio estremamente volontario e richiede un uso attivo delle sue feature, Google invece è già nelle nostre vite e la maggior parte delle persone sono invischiate nella sua raccolta dati che lo voglia o meno.

Quando arriverà da noi il carosello?

Oggi il carosello è stato attivato in America, ma Google sta già progettando di presentarlo anche al resto del mondo il prima possibile.

Le sue funzioni sono state finora testate sugli utenti tablet degli Stati Uniti, ma sarà implementato per tutti non appena disponibile.

Inutile dire che questa nuova funzione è potenzialmente un “game changer” per i negozi ed i locali, che potrebbero vedere i propri avventori aumentare significativamente se avranno la fortuna o bravura di piazzarsi in cima ai risultati del carosello.

Via | The Next Web

Google aggiunge "carosello" dei locali vicini alla home della ricerca web é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 15:22 di mercoledì 19 giugno 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

Fonte notizia: DownloadBlog.it

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Droga, soldi e ragazze procaci: il fondatore della famosa software house degli antivirus John McAfee non ha più nulla a che fare con la sua vecchia ditta ma non resiste di fronte alla creazione di un video-satira dall’umorismo davvero… Particolare

“Anche se non ho avuto a che fare con questa compagnia per 15 anni, ogni giorno continuo a ricevere un certo volume di mail che mi chiedono come disinstallare questo software. Io non ne ho la più pallida idea”

Ecco come esordisce nel suo ultimo, comico video John McAfee, fondatore della software house dell’antivirus omonimo e milionario eccentrico. Un uomo davvero strano, recentemente coinvolto in un caso diplomatico internazionale in Belize che gli ha fatto rischiare seriamente la vita.

Un video assurdo come John McAfee

Il ricco uomo d’affari americano si accende una sigaretta con una banconota, si fa baciare da una procace fanciulla – una di tante, che improvvisano uno spettacolino che possiamo decisamente definire “Not Safe for Work”.

Le profanità sono decisamente frequenti mentre legge le mail degli utenti inferociti per la difficoltà con cui si disinstalla l’antivirus, un software che ad onor del vero è fatto per essere difficile da rimuovere. Possiamo sintetizzare questa carrellata con un “F**k McAfee”, che non sembra minimamente influenzare l’umore del caro vecchio John, ironicamente divertito dalla propria performance.

Mentre il tecnico spiega la disinstallazione passo-passo, John si dedica alle sue ragazze, che occupano la sua scrivania assieme a pistole e droga. Degno dei Griffin, direi.

Non vi preannuncio la soluzione finale di John per disinstallare l’antivirus. Va detto, è piuttosto… definitiva.

Via | The Verge

John McAfee spiega come disinstallare il "suo" antivirus. Un video delirante del "milionario eccentrico" é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 14:06 di mercoledì 19 giugno 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

Fonte notizia: DownloadBlog.it

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Ecco arrivare a tempo record anche le soluzioni ai temi della prima prova che quasi 500 mila studenti in tutta Italia stanno affrontando in queste ore.

Dopo la pubblicazione delle tracce, ecco arrivare a tempo record anche le soluzioni ai temi che i maturandi italiani stanno affrontando in queste ore nelle aule di migliaia di scuole. Di seguito le fonti principali, sia qui su Blogo sia sui siti rivolti agli studenti.

Lo svolgimento delle tracce su Blogo

I blogger di Blogo si sono già messi al lavoro sulle tracce (qui le trascrizioni complete) e le stanno svolgendo nei vari blog tematici con la professionalità e la competenza che avete imparato a conoscere e amare in questi anni. Ecco i link alle fonti originali, in constante aggiornamento.

TIPOLOGIA A – ANALISI DEL TESTO

Claudio Magris, L’infinito viaggiare per l’analisi del testo

TIPOLOGIA B – AMBITO STORICO-POLITICO

Aldo Moro e il rapimento, un articolo del Corriere della Sera

TIPOLOGIA B – AMBITO ARTISTICO-LETTERARIO

“Individuo e società di massa”, svolgimento

TIPOLOGIA B – AMBITO TECNICO-SCIENTIFICO

“La ricerca scommette sul cervello” per l’ambito scientifico del saggio breve

TIPOLOGIA B – AMBITO SOCIO-ECONOMICO

“Stato, mercato e democrazia” per l’ambito socio-economico del saggio breve

TIPOLOGIA C – TEMA DI ORDINE STORICO

I Brics. Che cosa sono?

TIPOLOGIA D – TEMA DI ORDINE GENERALE

La rete della vita di Fritjof Capra, svolgimento

GLI ALTRI

Anche i principali siti e forum dedicati agli studenti, Skuola.net e Studenti.it in primis, si stanno adoperando per svolgere le varie tracce di questa prima prova. Esperti e appassionati, docenti ed ex studenti sono al lavoro già dalle prime ore di oggi e mano mano che i contenuti verranno pubblicati qui sotto troverete i link alle fonti originali.

Maturità 2013, lo svolgimento delle tracce dei temi della prima prova: le fonti in Rete é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 12:20 di mercoledì 19 giugno 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

Fonte notizia: DownloadBlog.it

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Le tracce della prima prova della Maturità 2013 sono state pubblicate online. Ecco tutto quello che dovete sapere.

Puntuali come da programma, dalle 8.40 in poi, sono cominciate a trapelare online le tracce dei temi della prima prova che stamattina, mercoledì 19 giugno, quasi 500 mila studenti in tutta Italia dovranno affrontare per superare la prima parte del tanto atteso e “spaventoso” esame di maturità, la serie di test che sancirà la fine di un’epoca e l’addio di molti ai banchi di scuola.

Il toto-tema impazzava da giorni, settimane addirittura, e col passare delle ore il web si è riempito di indiscrezioni, tutte rivelatesi infondate. Il tanto desiderato leak, raro e proprio per questo desiderato da tutti, non c’è stato. Il famoso plico telematico è stato aperto non prima dell’orario stabilito e adesso, come tutti si aspettavano, le indiscrezioni cominciano a trapelare in attesa delle tracce ufficiali. Vediamole insieme.

Maturità 2013: Tracce prima prova italiano

TIPOLOGIA A – ANALISI DEL TESTO

Claudio Magris, dalla Prefazione di L’infinito viaggiare, Mondadori Milano 2005.

Non c’è viaggio senza che si attraversino frontiere – politiche, linguistiche, sociali, culturali, psicologiche, anche quelle invisibili che separano un quartiere da un altro nella stessa città, quelle tra le persone, quelle tortuose che nei nostri inferi sbarrano la strada a noi stessi. Oltrepassare frontiere; anche amarle – in quanto definiscono una realtà, un’individualità, le danno forma, salvandola cosÏ dall’indistinto – ma senza idolatrarle, senza farne idoli che esigono sacrifici di sangue. Saperle flessibili, provvisorie e periture, come un corpo umano, e perciò degne di essere amate; mortali, nel senso di soggette alla morte, come i viaggiatori, non occasione e causa di morte, come lo sono state e lo sono tante volte.
Viaggiare non vuol dire soltanto andare dall’altra parte della frontiera, ma anche scoprire di essere sempre pure dall’altra parte. In Verde acqua Marisa Madieri, ripercorrendo la storia dell’esodo degli italiani da Fiume dopo la Seconda guerra mondiale, nel momento della riscossa slava che li costringe ad andarsene, scopre le origini in parte anche slave della sua famiglia in quel momento vessata dagli slavi in quanto italiana, scopre cioè di appartenere anche a quel mondo da cui si sentiva minacciata, che è, almeno parzialmente, pure il suo.
Quando ero bambino e andavo a passeggiare sul Carso, a Trieste, la frontiera che vedevo, vicinissima, era invalicabile, – almeno fino alla rottura fra Tito e Stalin e alla normalizzazione dei rapporti fra Italia e Jugoslavia – perchè era la Cortina di Ferro, che divideva il mondo in due. Dietro quella frontiera c’erano insieme l’ignoto e il noto. L’ignoto, perchè là cominciava l’inaccessibile, sconosciuto, minaccioso impero di Stalin, il mondo dell’Est, così spesso ignorato, temuto e disprezzato. Il noto, perchè quelle terre, annesse dalla Jugoslavia alla fine della guerra, avevano fatto parte dell’Italia; ci sono tornato per la prima volta, è stato contemporaneamente un viaggio nel noto e nell’ignoto. Ogni viaggio implica, pi˘ o meno, una consimile esperienza: qualcuno o qualcosa che sembrava vicino e ben conosciuto si rivela straniero e indecifrabile, oppure un individuo, un paesaggio, una cultura che ritenevamo diversi e alieni si mostrano affini e parenti. Alle genti di una riva quelle della riva opposta sembrano spesso barbare, pericolose e piene di pregiudizi nei confronti di chi vive sull’altra sponda. Ma se ci si mette a girare su e già per un ponte, mescolandosi alle persone che vi transitano e andando da una riva all’altra fino a non sapere più bene da quale parte o in quale paese si sia, si ritrova la benevolenza per se stessi e il piacere del mondo.

Claudio Magris è nato a Triste nel 1939. Saggista, studioso della cultura mitteleuropea e della letteratura del “mito asburgico”, Ë anche autore di testi narrativi e teatrali.

1. Comprensione del testo
Dopo un’attenta lettura, riassumi il contenuto del testo.

2. Analisi del testo
2.1 Soffermati sugli aspetti formali (lingua, lessico, ecc.) del testo.
2.2 Soffermati sull’idea di frontiera espressa nel testo.
2.3 Soffermati sull’idea di viaggio espressa nel testo.
2.4 Spiega l’espressione “si ritrova la benevolenza per se stessi e il piacere del mondo”.
2.5 Esponi le tue osservazioni in un commento personale di sufficiente ampiezza.

3. Interpretazione complessiva e approfondimenti
Proponi una interpretazione complessiva del testo proposto, facendo riferimento ad altri testi di Magris e/o di altri autori del Novecento. Puoi fare riferimento anche a tue esperienze personali.

TIPOLOGIA B – AMBITO ARTISTICO-LETTERARIO

ARGOMENTO: Individuo e società di massa.

“Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è totale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due rivoluzioni, interne all’organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema d’informazioni. Le strade, la motorizzazione ecc. hanno ormai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale. Ma la rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sè l’intero paese, che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè — come dicevo — i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neolaico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane”.

Pier Paolo Pasolini, 9 dicembre 1973. Acculturazione e acculturazione, in Scritti Corsari, Garzanti, Milano 1975.

“La mattina del 15 luglio 1927 ero rimasto a casa, non ero andato come al solito all’Istituto di Chimica nella Wahringerstrasse. Nel Caffè di Ober-Sankt-Veit mi misi a leggere i giornali del mattino. Sento ancora l’indignazione che mi travolse quando presi in mano la “Reichpost” e lessi un titolo a caratteri cubitali: “Una giusta sentenza”. Nel Bungenland c’era stata una sparatoria, alcuni operai erano rimasti uccisi. Il tribunale aveva assolto gli assassini. L’organo di stampa del partito al governo dichiarava, o meglio strombazzava, che con quella assoluzione era stata emessa una “giusta sentenza”. Più che l’assoluzione in quanto tale, fu proprio questo oltraggio a ogni sentimento di giustizia che esasperò enormemente gli operai viennesi. Da tutte le zone della città i lavoratori sfilarono, in cortei compatti, fino al Palazzo di Giustizia, che già per il nome incarnava ai loro occhi l’ingiustizia in sè. La reazione fu assolutamente spontanea, me ne accorsi pià che mai dai miei sentimenti. Inforcai la bicicletta, volai in città e mi unii a uno di questi cortei. Gli operai di Vienna, che normalmente erano disciplinati, avevano fiducia nei loro capi del partito socialdemocratico e si dichiaravano soddisfatti del modo esemplare in cui essi amministravano il Comune di Vienna, agirono in quel giorno senza consultare i loro capi. Quando appiccarono il fuoco al Palazzo di Giustizia, il borgomastro Seitz, su un automezzo dei pompieri, cercò di tagliar loro la strada alzano la mano destra. Fu un gesto assolutamente inefficace: il Palazzo di Giustizia andò in fiamme. La polizia ebbe l’ordine di sparare, i morti furono novanta. Sono passati 53 anni, eppure sento ancora nelle ossa la febbre di quel giorno. E’ la cosa più vicina a una rivoluzione che io abbia mai vissuto sulla mia pelle. […] QUel giorno tremendo, di luce abbagliante, lasciò in me la vera immagine della massa, la massa che riempie il nostro secolo. […] QUel giorno era stato dominato dal tremendo fragore delle urla, urla di sdegno. Erano urla micidiali, alle urla rispondevano gli spari, e le urla diventavano più forti ogni volta che le persone colpite crollavano al suolo. […] Non molto tempo dopo, le urla si trasferirono nelle vicinanze della Hagenberggasse. A meno di un quarto d’ora di strada dalla mia camera, a Hutteldorf, dall’altra parte della valle, si trovava il campo sportivo del Rapid, sul quale si giocavano le partite di calcio. Nei giorni di festa vi accorreva una gran folla, che non si lasciava sfuggire una sola partita di quella celebre squadra. Io non ci avevo mai badato gran che; il calcio non mi interessava. Ma una delle domeniche dopo il 15 luglio, era un giorno altrettanto afoso, mentre stavo aspettando visite e tenevo aperta la finestra, sentii all’improvviso, le grida della massa. Pensai che fossero urla di sdegno; l’esperienza di quel giorno terribile era ancora a tal punto radicata in me che per un attimo rimasi sgomento e cercai con lo sguardo il fuoco da cui quell’esperienza era stata illuminata. Ma il fuoco non c’era, sotto il sole brillava la cupola dorata della chiesa dello Steinhof. Tornai in me e mi misi a riflettere: quelle urla dovevano venire dal campo sportivo […] Le urla di trionfo erano satate causate da un goal, e venivano dalla parte dei vincitori. Si sentì anche, e suonò ben diverso, un grido di delusione. Dalla mia finestra non potevo vedere nulla, me l’impedivano alberi e case, la distanza era troppa, ma sentivo la massa, essa sola, come se tutto si svolgesse a pochi passi da me. Non potevo sapere da quale parte venissero le grida. Non sapevo quali erano le squadre in campo, i loro nomi non li avevo notati e neanche cercai di appuntarli. Evitai perfino di leggere la cronaca sportiva sul giornale e, nella settimana che seguì, non mi lasciai coinvolgere in discorso sull’argomento. Ma durante i sei anni che trascorsi in quella stanza, non persi occasione di ascoltare quei suoni. Vedevo la folla affluire laggiù, alla stazione della ferrovia urbana […]. Non mi è facile descrivere la tensione con cui seguivo da lontano la partita invisibile. Non ero parte in causa perchè le parti neanche le conoscevo. Erano due masse, questo era tutto ciò che sapevo, due masse ugualmente eccitabili, che parlavano la medesima lingua.”

Elias Canetti, Il frutto del fuoco. Storia di una vita (1921-1931), Adelphi, Milano 2007

L’uso politico delle tecniche e dei media pone in discussione le tradizioni dell’umanesimo europeo con i suoi valori di dignità e libertà (ristretti, certo, finora alle élite), minacciando di introdurre nuove forme di pianificato assoggettamento gregario. Esiste cioè il rischio di creare uomini e donne d’allevamento, procurando loro la soddisfazione, in termini soprattutto quantitativi, di bisogni primari e secondari cui per millenni la maggior parte dell’umanità non aveva avuto pieno e garantito accesso (cibo, sesso, divertimento). L’acclimatazione a questo sistema di potere e di cultura si paga però con l’anestetizzazione e la banalizzazione dell’esperienza, anche a causa dell’inflazione dei desideri così scatenata e del corrispondente bisogno di gestire le inevitabili frustrazioni. Nello stesso tempo, se esercitato in forme non oligarchiche, lo stesso uso delle tecniche e dei media spalanca enormi potenzialità, consente a tutti di scaricare le fatiche più pesanti e ripetitive sulle macchine, di uscire dalla morsa dei condizionamenti sociali, di far fruttare l’eredità culturale delle generazioni precedenti (che cambia molto più rapidamente di quella biologica), di disancorarsi da ruoli fissi, di acquisire consapevolezza, cultura e informazione su scala mondiale e di conseguire una più duratura soddisfazione.

Remo Bodei, Destini personali. L’Età della colonizzazione delle coscienze, Feltrinelli, Milano 2002

Ora il chiarore si fa più diffuso.
Ancora chiusi gli ultimi ombrelloni.
Poi appare qualcuno che trascina
il suo gommone.
La venditrice d’erbe viene e affonda
sulla rena la sua mole, un groviglio
di vene varicose. È un monolito
diroccato dai picchi di Lunigiana.
Quando mi parla resto senza fiato,
le sue parole sono la Verità.
Ma tra poco sarà qui il cafarnao
delle carni, dei gesti e delle barbe.
Tutti i lemuri umani avranno al collo
croci e catene. Quanta religione.
E c’è chi s’era illuso di ripetere
l’exploit di Crusoe!

Eugenio Montale, Sulla spiaggia, da Diario del 71 e del 72, Mondadori, Milano 1973

TIPOLOGIA B – AMBITO SOCIO-ECONOMICO

ARGOMENTO: Stato, mercato e democrazia.

Il problema centrale del capitalismo fondato sulla libera impresa in una democrazia moderna Ë sempre stato quello di riuscire a bilanciare il ruolo del governo e quello del mercato. Ma, nonostante molta energia intellettuale sia stata spesa nel tentativo di definire il campo di manorvra appropriato a ciascuno di essi, l’interazione fra i due rimane una fonte di fragilit‡ fondamentale. In una democrazia il governo (o la banca centrale) non puÚ semplicemente permettere che le persone soffrano un danno collaterale per lasciare che la dura logica del mercato si esprima. […] Dobbiamo anche riconoscere che una buona economia non puÚ essere separata da una buona politica – e questa, forse, Ë la ragione per cui un tempo la teoria economica era nota come economia politica. L’errore degli economisti Ë stato credere che, una volta sviluppato un forte telaio di istituzioni all’interno di un Paese, le influenze politiche al suo interno si sarebbero stemperate e il Paese si sarebbe emancipato per sempre da una condizione “in via di sviluppo”. Ma dovremmo ora ammettere che istituzioni quali i regolamentatori hanno influenza soltanto finchÈ la politica Ë ragionevolmente ben bilanciata.

Raghuram G. Rajan, Terremoti finanziari, Einaudi, Torino 2012

Tra tutte le scuse che sentiamo accampare per giustificare il mancato tentativo di mettere fine a questa depressione, c’Ë il ritornello che viene ripetuto costantemente dagli apologeti dell’inazione: “Dobbiamo focalizzarci sul lungo termine e non sul breve”. […] Concentrarsi unicamente sul lungo termine significa ignorare l’enorme sofferenza che sta causando l’attuale depressione, le vite che sta distruggendo irreparabilmente mentre leggete questo libro. I nostri problemi di breve periodo – sempre che una depressione giunta al quinto anno rientri in questa definizione – stanno intaccando anche le prospettive di lungo termine, su diversi canali. […] Il primo Ë l’effetto corrosivo della disoccupazione di lungo termine: se i lavoratori che hanno perso il posto da tempo si considerano inoccupabili, si determina una riduzione di lungo termine nella forza lavoro del paese e quindi nella sua capacit‡ produttiva. La situazione dei neolaureati costretti ad accettare dei lavori in cui non sono necessarie le loro competenze Ë abbastanza simile: con il passare del tempo potrebbero ritrovarsi, quantomeno agli occhi dei potenziali datori di lavoro, declassati a lavoratori generici, e il loro stock di competenze andrebbe definitivamente perduto. Il secondo Ë il calo degli investimenti. Le imprese non spendono grosse somme per accrescere la propria capacit‡ produttiva […].[…] Ultimo problema, ma non certo per importanza: la (pessima) gestione della crisi economica ha mandato in fumo i programmi finalizzati a garantire il futuro.

Paul Krugman, Fuori da questa crisi, adesso!,Garzanti, Milano 2012

Gli americani sono arrabbiati. Sono arrabbiati con i banchieri che hanno contribuito alla crisi finanziaria, senza pagarne le conseguenze. Sono arrabbiati per l’incapacità del sistema politico che ha incolpato i banchieri, ma non è stato in grado di tenerli sotto controllo. Sono arrabbiati con un sistema economico che arricchisce ulteriormente i ricchi e abbandona i poveri al loro destino. Sono arrabbiati perchè l’ideale di un “governo del popolo, dal popolo e per il popolo” sembra sparito dalla faccia della Terra […] Fortunatamente gli Stati Uniti possiedono nel loro DNA i geni per intraprendere una riforma. Diversamente da molti altri Paesi, gli americani condividono una grande fiducia nel potere della concorrenza che […] genera enormi benefici. Per sostenere il sistema abbiamo bisogno di più, e non di meno, concorrenza. A differenza di altri Paesi in cui il populismo Ë sinonimo di demogogia e di dittature autocratiche, l’America ha una positiva tradizione populista volta a proteggere gli interessi dei più deboli nei confronti del potere opprimente delle grandi imprese. Non Ë un caso che le leggi antitrust siano state inventate negli Stati Uniti.

Luigi Zingales, Manifesto capitalista. Una rivoluzione contro un’economia corrotta, Rizzoli, Milano 2012

Un libro fin troppo ricco di intelligenza e di provocazioni intellettuali, quello appena uscito di Giorgio Ruffolo col contributo di Stefano Sylos Labini, Il film della crisi. La mutazione del capitalismo […].[…] La tesi centrale del libro è che la crisi in cui sono immersi i Paesi occidentali nascerebbe dalla rottura di un compromesso storico tra capitalismo e democrazia. La fase successiva a questa rottura – cioè quella attuale – può essere definita come l’Età del Capitalismo Finanziario e costituisce la terza mutazione che il capitalismo ha attraversato dall’inizio del secolo precedente. La prima fase è un’Et‡ dei Torbidi, che si è verificata tra l’inizio del secolo e lo scoppio della seconda guerra mondiale. La seconda fase è costituita dalla cosiddetta Età dell’Oro: un sistema di intese fra capitalismo e democrazia fondato nell’immediato secondo dopoguerra su due accordi fondamentali, il Gatt (oggi Wto – World Trade Organization) che riguardava la libera circolazione delle merci, cui faceva da contrappeso il controllo del movimento dei capitali, che assicurava un largo spazio all’autonomia della politica economica. Il secondo accordo Ë appunto quello di Bretton Woods, sul controllo dei cambi e le garanzie da movimenti incontrollati dei capitali, grazie all’aggancio monetario al metallo giallo e automaticamente, di converso, al dollaro. Secondo i due saggisti, la terza fase, con la rottura dell’Et‡ dell’Oro, si produce con la liberazione dei movimenti dei capitali nel mondo […]. Inizia l’Et‡ del Capitalismo Finanziario ampiamente descritta nelle sue varie fasi e interventi, dominati dall’indebitamento pubblico e privato alimentato dall’illusione di vivere in “un sistema nel quale i debiti non si rimborsano mai”. Per i critici la rappresentazione di questa fase del saggio si presenterebbe a più di una osservazione. Mi limiterò ad indicare una mancanza che indebolisce alla base il paradigma ruffoliano. Chi sarebbero i soggetti – Capitalismo e Democrazia – che darebbero vita a questo scontro epocale? Chi concretamente li rappresenta? I grandi gruppi finanziari contrapposti ad una fantomatica Democrazia? […] Ora, se è vera e convincente l’analisi della dittatura finanziaria nell’epoca delle traversie che tendono ad allargarsi a tutti i continenti, come non cercarne le radici, anche ideologiche, nel fallimento precedente? In particolare, nel crollo dell’illusione fondante del sistema socialista di regolare l’offerta, la domanda e il livello dei prezzi attraverso la pianificazione quinquennale totalitaria. Una idea che pervase la pratica e la teoria dei partiti che al socialismo si rifacevano e il cui dissolversi si contaminò nel magma della globalizzazione, attraverso la libera circolazione degli uomini e dei capitali e nella unificazione in tempo reale dei sistemi internazionali attraverso la mondializzazione e l’informatica.

Mario Pirani, Il nuovo capitale, “La Repubblica” – 1° dicembre 2012

TIPOLOGIA B – AMBITO STORICO-POLITICO

ARGOMENTO: Omicidi Politici

“Il 28 giugno 1914 l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono asburgico, e la moglie furono uccisi in un attentato compiuto da studenti bosniaci mentre erano in visita a Sarajevo, capitale della Bosnia. Vienna attribuì la responsabilità dell’attentato al governo serbo e gli inviò un ultimatum al quale seguì, il 28 luglio, la dichiarazione di guerra ed il bombardamento di Belgrado. La Russia proclamò la mobilitazione generale a sostegno dello Stato balcanico; a questo atto rispose la Germania dichiarando guerra contemporaneamente alla Russia (1 Agosto) ed alla Francia (3 agosto).”

Rosario Villari, Storia Contemporanea, Laterza, Bari 1972

“Le elezioni si tennero nell’aprile 1924 e si svolsero all’insegna dell’intimidazione e della violenza nei confronti degli avversari politici e di un ritorno di fiamma dello squadrismo. Ciò malgrado, i risultati non corrisposero alle speranze di Mussolini: se il “pistone” fascista ebbe la maggioranza dei voti e dei seggi, grazie al meccanismo della legge, nelle regioni dell’Italia settentrionale e nelle grandi città operaie ottenne un numero di suffragi minore di quello delle liste d’opposizione. La denuncia del clima di illegalità e di sopraffazione, in cui le elezioni erano svolte, venne fatta con grande passione e coraggio alla Camera dal deputato socialista Giacomo Matteotti il 30 maggio 1924. Pochi giorni dopo, il 10 giugno, il coraggioso parlamentare era rapito e il 16 agosto la sua salma era ritrovata in una macchia della campagna romana. Parve per un momento che il vuoto dovesse farsi attorno al governo, la cui complicità nell’assassinio ben pochi mettevano in dubbio […] Il 3 gennaio 1925 Mussolini si presentò alla Camera per assumersi tutta la responsabilità del delitto Matteotti e per sfidarla provocatoriamente ad avvalersi della facoltà di mettersi sotto stato d’accusa. La Camera, non accettando il guanto di sfida che le veniva lanciato, segnò praticamente la propria condanna a morte e lo Stato liberale cessò definitivamente di esistere.”

Giuliano Procacci, Storia degli italiani, vol. II, Laterza, Bari, 1971

“Passato nella leggenda storica come un apostolo della coesistenza, in realtà Kennedy fu il presidente che, dopo il sostegno dato all’invasione degli esuli castristi a Cuba, pose le premesse per la trasformazione della difficile situazione del Vietnam in una guerra terribile e per un impegno statunitense che doveva in seguito assumere proporzioni gigantesche. […] In politica interna, nonostante i propositi espressi nell’ideologia della Nuova Frontiera, i risultati raggiunti da Kennedy furono piuttosto modesti. Tutta una serie di misure relative all’educazione, alla riforma fiscale, alle cure mediche per gli anziani, alle assicurazioni sociali, all’agricoltura vennero bloccate dall’opposizione repubblicana e conservatrice. […] Kennedy agì invece con risolutezza per assicurare l’integrazione civile dei negri del Sud (nel 1962 si ebbero disordini razziali nel Mississippi); ma la sua impostazione era essenzialmente giuridica-formale, e ignorava il problema sostanziale della discriminazione sociale generale a danno dei negri vigente in tutti gli Stati Uniti. Comunque, al di là dei suoi limiti, Kennedy con la sua ideologia “progressista” aveva suscitato contro di sé una forte opposizione da parte di conservatori, specie del Sud, e forze di Destra. E cadde vittima di queste opposizioni. Decisosi ad un viaggio in vista delle prossime elezioni presidenziali, cui intendeva ripresentarsi, proprio nel Texas, dove le opposizioni erano più tenaci, il 22 novembre 1963 fu ucciso a Dallas in un attentato, senza che mai si accertasse o si volesse accertare chi fosse responsabile della sua organizzazione, che trovò certamente complicità ad altissimi livelli.”

Massimo L. Salvadori, Storia dell’età contemporanea, Loescher editore, Torino, 1976

“Giovedì 16 marzo 1978. Primo giorno del sequestro Moro. Alle 9:03 in via Fani a Roma, un commando delle Brigate rosse tende un agguato al presidente della DC, Aldo Moro, che è appena uscito di casa e sta andando alla Camera accompagnato da cinque uomini di scorta. I brigasti fanno strage delle guardie del corpo (Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Riviera, Raffaele Iozzino, l’unico che è riuscito a mettere mano alla pistola, e Francesco Zizzi) poi rapiscono Moro e si dileguano. […] Martedì 9 maggio 1978. Cinquantacinquesimo giorno del sequestro Moro. Aldo Moro è stato ucciso. Le Brigate rosse l’hanno trucidato con una raffica al cuore: nel suo corpo almeno undici colpi d’arma da fuoco. Il cadavere del presidente della DC è infilato nel bagagliaio di una Renault 4 rossa parcheggiata in via Michelangelo Caetani, una piccola strada nel cuore della vecchia Roma, a un passo da via delle Botteghe Oscure (dove c’è la sede del PCI) e non lontano da Piazza del Gesù (dove c’è quello della DC). Il corpo, rivestito con gli stessi abiti che indossava la mattina del 16 marzo, è rannicchiato con la testa contro la ruota di scorta, la mano sinistra sul petto, insanguinata. L’auto è lì dal mattino: una donna ha notato tra le otto e le nove due persone, un uomo ed una donna, che la parcheggiavano. Solo dopo le 13, però, le BR telefonano a uno dei collaboratori di Moro: “Andate in via Caetani, c’è una Renault rossa, troverete l’ultimo messaggio”. Il telefono era sotto controllo, un commissario della Digos va subito sul posto, e immediatamente dopo altra polizia, i carabinieri, le autorità, il ministro dell’interno Cossiga. Per aprire l’auto intervengono gli artificieri: si teme che i terroristi abbiano collegato alle serrature un ordigno esplosivo. La radio dà la notizia pochi minuti dopo le 14.”

-I 55 giorni del sequestro Moro, a cura di Roberto Raja, in “Corrieredellasera.it” (http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=moro)

TIPOLOGIA B – AMBITO TECNICO-SCIENTIFICO

DOCUMENTI

«Se vogliamo realizzare i migliori prodotti dobbiamo investire nelle migliori idee». Con queste parole il presidente americano Barack Obama illustra dalla Casa Bianca il lancio del progetto “Brain” ovvero una «ricerca che punta a rivoluzionare la nostra comprensione del cervello umano». Lo stanziamento iniziale è di 100 milioni di dollari nel bilancio federale del 2014 e l’intento del “Brain Research through Advancing Innovative Neurotechnologies” è di aiutare di ricercatori a trovare nuovi metodi per trattare, curare e perfino prevenire disordini cerebrali come l’Alzaheimer, l’epilessia e i gravi traumi attraverso la definizione di «fotografie dinamiche del cervello capaci di mostrare come le singole cellule cerebrali e i complessi circuiti neurali interagiscono alla velocità del pensiero». Tali tecnologie, spiega un documento pubblicato dalla Casa Bianca, «apriranno nuove strade all’esplorazione delle informazioni contenute ed usate dal cervello, gettando nuova luce sui collegamenti fra il suo funzionamento e i comportamenti umani». L’iniziativa “Brain” (cervello) è una delle “Grandi Sfide” che l’amministrazione Obama persegue al fine di raggiungere «ambiziosi ma realistici obiettivi per l’avanzamento della scienza e della tecnologia» in cooperazione con aziende private, centri di ricerca universitari, fondazioni e associazioni filantropiche al fine di assicurare agli Stati Uniti la leadership sulla frontiera della scienza nel XXI secolo.»

Maurizio MOLINARI, Obama, 100 milioni di dollari per “mappare” il cervello, “LA STAMPA.it blog” 02/04/2013

«Il cervello umano riprodotto su piattaforme informatiche, per ricostruirne il funzionamento in linguaggio elettronico. Obiettivi: trovare una cura contro le malattie neurologiche e sviluppare computer superintelligenti. E’
l’iniziativa Human brain project (Hbp), che la Commissione europea finanzierà attraverso il bando Fet (Future and emerging technologies). Hbp è stato scelto, insieme a un’altra proposta (progetto Graphene), in una lista di 6 presentate 3 anni fa. Il finanziamento Ue appena assegnato coprirà la fase di start up (circa 54 milioni di euro per 30 mesi), ma la durata prevista degli studi è di 10 anni, per un investimento complessivo pari a 1,19 miliardi.
Al progetto, coordinato dal neuroscienziato Henry Markram dell’Ecole Polytechnique Fdrale di Losanna – partecipano 87 istituti di ricerca europei e internazionali, di cui 5 italiani: l’università di Firenze con il Lens (Laboratorio europeo di spettroscopia non lineare), il Politecnico di Torino, l’Università di Pavia, l’Irccs Fatebenefratelli di Brescia e il Consorzio interuniversitario Cineca di Bologna.
Il progetto – spiega l’ateneo pavese in una nota – prevede di raccogliere tutte le conoscenze scientifiche disponibili sul cervello umano su un solo supercomputer. Mettendo insieme le informazioni che i ricercatori hanno acquisito sul funzionamento delle molecole, dei neuroni e dei circuiti cerebrali, abbinate a quelle sui più potenti database sviluppati grazie alle tecnologie Ict, l’obiettivo è costruire un simulatore dell’intera attività del cervello umano. Una specie di clone hi-tech. Un modello con 100 miliardi di neuroni – precisano gli esperti – permetterebbe di studiare possibili terapie per contrastare malattie come Alzheimer, Parkinson, epilessia e
schizofrenia. Il patrimonio di dati, messi a disposizione su piattaforme avanzate, sarà offerto agli scienziati di tutto il mondo. L’intenzione di Human Brain Project, in pratica, è costruire l’equivalente del Cern per il cervello.»

“Il Sole 24 Ore Sanità”, 28 gennaio 2013 (http://www.sanita.ilsole24ore.com)

Come che sia, abbiamo imparato più cose sul cervello e la sua attività negli ultimi cinque decenni che nei precedenti cinque millenni, anche se alcuni, soprattutto in Italia, non se ne sono ancora accorti. Il momento attuale è eccezionalmente favorevole. Perché? Perché si è realizzata una convergenza pressoché miracolosa di tre linee di ricerca sperimentali illuminate da una linea di ricerca teorica, convergenza che ha fatto germogliare quasi all’improvviso una serie di studi e che ha prodotto una serie di risultati degni di essere raccontati. La prima linea di ricerca è rappresentata dalla cosiddetta psicologia sperimentale. Se si vuole studiare l’essere umano, è necessario porgere delle domande e ascoltare le relative risposte, dobbiamo insomma metterlo alla prova. In parole povere, occorre uno studio psicologico. Il fatto è che la psicologia sperimentale è molto lenta: per arrivare a una qualche conclusione ci vogliono decine di anni; se fosse rimasta l’unica linea di ricerca, ci avrebbe fornito informazioni senz’altro preziose, ma saremmo ancora lì ad aspettare. Per fortuna, contemporaneamente si è registrata l’esplosione della biologia, soprattutto della genetica e della biologia molecolare e, un po’ più tardi, della neurobiologia. Lo studio del sistema nervoso e, in particolare, del cervello sono d’altra parte fondamentali per la comprensione approfondita delle facoltà mentali e psichiche.

In un caso come nell’altro, si tratta di scienze né nuove né inattese. La terza linea di ricerca, invece, non era assolutamente attesa. È una linea relativamente nuova e come sbocciata dal nulla: un regalo del cielo o, meglio, della fisica moderna. In inglese questo campo di ricerca si chiama brain imaging o neuroimaging, in francese si chiama neuroimagerie, in italiano non ha ancora un nome. Qualcuno parla di neuroimmagini, ma il termine rende poco l’idea. È comunque la più incisiva delle tre linee, quella che ha dato un vero e proprio scossone all’intero settore di indagine e gli ha impartito un’accelerazione inusitata. Parliamo della visualizzazione dell’attività cerebrale mediante l’uso di macchine, il cui nome è oggi a tutti familiare: tomografia ad emissione di positroni (PET), risonanza magnetica nucleare e funzionale (RMN e fMRI). Queste tecniche strumentali permettono di guardare dentro la testa di un essere umano vivo e vegeto, generalmente sano, mentre esegue un compito.

Edoardo BONCINELLI, La vita della nostra mente, Editori Laterza, Roma-Bari 2011

Forme di organizzazione centralizzata della ricerca, anche piuttosto complesse, sono note almeno dalla seconda metà del Diciannovesimo secolo. Il modello odierno di organizzazione e finanziamento della ricerca scientifica, caratterizzato dall’impegno diretto dello Stato, dalla pianificazione generale dell’impresa scientifica in funzione delle esigenze nazionali e dallo sviluppo della cooperazione internazionale, si definisce però nel periodo a cavallo delle guerre mondiali, per trovare una diffusione amplissima del secondo dopoguerra. Nei successivi decenni, la complessità crescente dei bisogni della società e lo sviluppo della ricerca hanno comportato una ridefinizione del modello organizzativo basato sul ruolo centrale dello Stato, aprendo all’ingresso di nuovi soggetti, come le industrie private e le associazioni dei pazienti.

Fabio DE SIO, Organizzazione e finanziamento della ricerca, in RIZZOLI LAROUSSE, Novecento. La grande storia della civiltà europea, Fabio Motta Editore, Milano 2008

TIPOLOGIA C – TEMA DI ORDINE STORICO

In economia internazionale l’acronimo BRICS indica oggi i seguenti Paesi considerati in una fase di significativo sviluppo economico: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.

Premesse le profonde differenze intercorrenti fra le storie di ciascuno di tali Paesi, il candidato illustri gli aspetti più rilevanti della vicenda politica di due di essi nel corso del ventesimo secolo.

Maturit�  2013, le tracce ufficiali dei temi della prima prova

TIPOLOGIA D – TEMA DI ORDINE GENERALE

Fritjof Capra (La rete della vita, Rizzoli, Milano, 1997) afferma: “Tutti gli organismi macroscopici, compresi noi stessi, sono prove viventi del fatto che le pratiche distruttive a lungo falliscono. Alla fine gli aggressori distruggono sempre se stessi, lasciando il posto ad altri individui che sanno come cooperare e progredire. La vita non è quindi solo una lotta di competizione, ma anche un trionfo di cooperazione e creatività. Di fatto, dalla creazione delle prime cellule nucleate, l’evoluzione ha proceduto attraverso accordi di cooperazione e di coevoluzione sempre più intricati”.

Il candidato interpreti questa affermazione alla luce dei suoi studi e delle sue esperienze di vita.

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La Polizia Postale vigila sulla legalità: ecco i consigli e i chiarimenti per gli studenti

Marco Valerio Cervellini: Polizia Postale

La maturità viaggia sul digitale: da un lato abbiamo le tracce crittate del plico telematico, dall’altro le inevitabili leak che possono espandersi in un batter d’occhio per raggiungere computer e smartphone, dentro e fuori l’aula degli esami. Ed è una questione delicata di cui si occupa la Polizia Postale, che anche quest’anno torna a fare chiarezza sulle questioni chiave legate a legalità e sicurezza.

Marco Valerio Cervellini, che è il responsabile ai progetti di educazione e legalità per la Polizia Postale, spiega che “ci sono persone che sono disposte a pagare pur di avere tracce di cui hanno avuto rassicurazioni, ma che poi non usciranno mai”. Sì insomma, state lontano da tutti i siti che promettono tracce sicure prima dell’apertura dei plichi, e non solo perchè la divulgazione dell’esame è reato, ma anche perchè la garanzia di genuinità è prossima allo zero e c’è anche un forte rischio di contrarre malware.

Un altro argomento che sicuramente interesserà ai maturandi è sapere se potranno essere perquisiti a forza per individuare eventuali smartphone connessi, o addirittura se potrebbero essere “spiati”. La risposta è no: “non succede nulla di tutto questo” dichiara Cervellini, ma che mette in guardia gli studenti di “valutare se il rischio vale la candela”.

Via | Dire | Giornalettismo

Maturità 2013, le tracce dei temi ufficiali della prima prova: ecco tutti gli screenshot (FOTO) é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 11:45 di mercoledì 19 giugno 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

Fonte notizia: DownloadBlog.it

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A distanza ormai di giorni dalla comparsa dei leak su PRISM che hanno svelato il programma di spionaggio della NSA, il caso è ben lontano dallo sgonfiarsi. Per difendere la propria reputazione e mantenere la fiducia dei propri clienti, le varie società coinvolte, tra le quali Apple, Facebook, Google e Microsoft, hanno chiesto e ottenuto la possibilità di diffondere i dati riguardanti le richieste di dati dalle autorità.

Ma tutto ciò a Google non basta: ritenendo le concessioni della Foreign Intelligence Surveillance Court (FISC) troppo limitative per i propri gusti, l’azienda di Mountain View ha inviato una lettera ufficiale alla Corte al fine di ottenere una maggiore libertà nei confronti del bavaglio imposto sull’argomento. Ne parla il Washington Post, dal quale si apprende che Google ha deciso di difendere i propri diritti sotto la protezione del Primo Emendamento, che difende la libertà di parola e di stampa.

Il commento di Google

“Abbiamo premuto a lungo per la trasparenza, per permettere agli utenti di capire l’entità delle richieste del governo sui loro dati – e Google è stata la prima società a pubblicare i numeri delle National Security Letter. A ogni modo, è necessario un più grande livello di trasparenza, e in base a questo abbiamo inviato una petizione alla FISC per permetterci di pubblicare i numeri totali delle richieste della national security, comprese le richieste FISA, separatamente. Ammassare le richieste della national security con richieste per altri crimini – come permesso ad altre società – sarebbe un passo indietro per i nostri utenti.”

Questo quanto espresso da un portavoce di Google, che proprio perché davanti a un bavaglio gioca con le parole nella stessa petizione:

“Nulla in questo documento è destinato a confermare o smentire che Google abbia ricevuto ordini da parte della Corte.”

Il supporto della American Civil Liberties Union

Di fronte alla petizione di Google, ha reagito positivamente la ACLU, secondo cui “il pubblico ha diritto di sapere di più sui programmi di sorveglianza a rastrellamento del governo”. Anche da parte dell’unione che si occupa dei diritti civili, l’esigenza primaria sarebbe quella di dividere le richieste della national security da quelle riguardanti crimini “normali”.

Il documento

I più curiosi possono dare un’occhiata al documento inviato da Google alla FISC:

Google FISA Motion

Via | Forbes.com

PRISM: Google contro la Foreign Intelligence Surveillance Court é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 12:19 di mercoledì 19 giugno 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

Fonte notizia: DownloadBlog.it

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Il mercato degli hard disk a stato solido sta raggiungendo buone percentuali di market share rispetto agli hard disk tradizionali. Tuttavia, la continua evoluzione delle tecnologie porta con sé innovazioni che rendono obsoleti già gli hard disk SSD SATA. Infatti, Samsung ha presentato il nuovo hard disk a stato solido che utilizza la porta PCI-Express per offrire una velocità di 2.5 volte rispetto agli SSD con porta SATA. Andiamo a vedere quali sono le novità.

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SSD PCIe: Rivoluziona Il Mondo Dello Storage

Il nuovo MacBook Air di Apple, a differenza della precedente generazione, offre velocità di lettura e scrittura dell’hard disk SSD che fino ad oggi erano impossibili da raggiungere. Coloro che hanno smontato questo computer,  si sono accorti che a Cupertino hanno deciso di adottare una nuova tipologia di hard disk SSD che sfruttano la porta PCIe, per offrire migliori performance. Ovviamente, solo per qualche giorno Apple è stata l’unica azienda a poter avere in anteprima questa tecnologia. Samsung, infatti, ha annunciato l’inizio della produzione di massa degli hard disk a stato solido PCIe dedicati alla prossima generazione di Ultrabook. A livello di numeri, il nuovo Samsung XP941 SSD PCIe può leggere, in modalità sequenziale, fino a 1.4 gigabyte di dati al secondo permettendo, quindi, di sfruttare completamente lo standard PCI Express 2.0. Se possedete 500GB di dati o 100 film in alta definizione, di dimensioni di circa 5GB, potrete leggere questa impressionante molte di dati in soli 6 minuti. Rispetto ad un hard disk tradizionale, gli SSD che sfruttano la PCIe sono fino a sette volte più veloci e circa 2.5 volte rispetto agli SSD SATA. Il nuovo XP941 è disponibile in 3 taglie: 128, 256 e 512 GB. Samsung, con questi numeri, si conferma la principale azienda nel settore degli hard disk a stato solido e l’introduzione di SSD PCIe fa ben sperare per il futuro, visto che i video 4K tra qualche anno diventeranno uno standard per gli utenti. Cosa ne pensate?

“With the Samsung XP941, we have become the first to provide the highest performance PCIe SSD to global PC makers so that they can launch leading-edge ultra-slim notebook PCs this year. Samsung plans to continue timely delivery of the most advanced PCIe SSD solutions with higher density and performance, and support global IT companies providing an extremely robust computing environment to consumers.”

Link | cnet

 

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Fonte notizia: ZioGeek.com

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Mancano poche ore alla decrittazione dei plichi telematici ma come gli scorsi anni su Internet iniziano ad affiorare le prime leak. E le prime ad apparire sul web riguardano quella che ormai è la bufala seriale delle scuole italiane ad Auckland, in Australia. Anche Caterina Policaro di Catepol.net ci rassicura scrivendo che “no, le tracce in Australia non escono prima, neanche su Plico Telematico Australia”.

Nel frattempo la bufala però si sta già diffondendo per Internet. Studenti.it è stato uno dei primi a pubblicarla ma l’ha subito ritirata, ma è sempre possibile che le persone meno informate abbiano già iniziato a segnarle su forum di discussione, social network o semplicemente tramite un tam tam diretto.

Ecco il contenuto di questa prima leak-bufala:

Tip A Calvino – Se una notte d’inverno un viaggiatore
Tip B Ossessione del tempo -ambito artistico letterario
L’Italia è un posto bello ma destinato a morire (socio economico)
I nuovi italiani (storico politico)
Le donne e la scienza (tecnico scientifico)
Tip C tema storico – La primavera araba
Tip D tema generale – La felicità dipende molto poco dal reddito (Paradosso di Easterlin)

Ricordiamo che il famoso plico telematico 2013 — come già spiegato nel nostro post riassuntivo di oggi — è stato già consegnato alle scuole tra il 12 e il 15 giugno, ma potrà essere decrittato solo dalla mattinata del 19. I referenti si collegheranno al sito del Ministero non prima delle 8:30, per tanto ogni “leak” prima di quell’orario non sono da attribuire ai dati effettivi contenenti nel plico.

Foto: Flickr

Maturità 2013, la prima prova nei leak e bufale nei forum é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 21:50 di martedì 18 giugno 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

Fonte notizia: DownloadBlog.it

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Anche quest’anno ci siamo quasi: domani 19 giugno sarà il giorno dell’inizio degli esami di Stato per chi ha concluso in questo 2013 il proprio ciclo di studi superiori. Un appuntamento da sempre carico di tensione per chi lo affronta, così come di curiosità per tutti gli altri che amano dare comunque un’occhiata a quanto preparato dal Ministero dell’Istruzione.

Nell’era di Internet, si tratta poi anche di un’occasione per dare un’occhiata alla procedura di consegna online delle prove, evolutasi nel corso del tempo. Ci siamo così chiesti come funziona questo fantomatico plico telematico 2013, facendoci consigliare sull’argomento dalla blogger e insegnante Catepol.

Come funziona il plico telematico 2013

Il plico telematico 2013 in realtà è già stato consegnato a tutte le scuole tra il 12 e il 15 giugno. Domani mattina, ogni referente (debitamente identificato attraverso un ID univoco) si collegherà al Ministero verso le 8:30 per ottenere la chiave di decriptazione del pacchetto, riuscendo così ad aprirlo per stampare il PDF della prima prova scritta e darlo “in pasto” agli studenti impegnati col tema d’italiano.

La differenza rispetto alla procedura del 2012, è che la chiave di decriptazione sarà uguale per tutte quante le scuole, e quindi non più differenziata, associata al codice univoco della scuola e dell’incaricato di cui abbiamo parlato poco fa.

I rischi per la sicurezza delle tracce e i leak online

Ovviamente, la caccia grossa alle tracce è aperta sin da diverse ore prima dell’inizio degli esami di Stato. Le procedure studiate dal Ministero, del resto, servono proprio a evitare che pericolosi leak finiscano per dare agli studenti la ghiotta anticipazione su quanto li aspetta nella prova di domani mattina.

Al di là del toto-traccia scatenatosi online, è davvero difficile prevedere in anticipo quanto arriverà sui banchi delle scuole, a meno di non avere una vera e propria talpa a monte dell’intera procedura riguardante il plico telematico 2013. Discorso diverso invece per il PDF della traccia, anch’esso però identificato da un codice univoco che in caso di pubblicazione online permetterà di rintracciare agevolmente la fonte. Sarà dunque necessario un altro passaggio, a eventuali leaker, per evitare di essere scoperti.

Impossibile evitare comunque, da un certo punto in poi, che il documento finisca progressivamente nelle mani di tutti coloro che fanno parte delle commissioni, e anche oltre. Nell’era di Internet, come dicevamo, arrivare sui vari siti web sarà questione di pochissimi minuti: scommettiamo?

Il plico telematico 2013, come funziona la Maturità e le tracce dei temi 2013 é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 17:53 di martedì 18 giugno 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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CyanogenMod otterrà una modalità di uso anonimo delle app: potremo scegliere di rispondere alle richieste di informazioni da parte di esse con un risultato “vuoto”.

CyanogenMod è uno dei firmware che si possono installare “aftermarket” su un terminale Android per ottenerne il controllo una volta ottenuti i permessi di root. Contiene delle feature che non sono presenti sulle varianti dell’OS forniti dai produttori ed allo stesso tempo è più leggero – E presto potrà anche essere reso anche molto più “privato”.

Controllo efficace sulla privacy

Esiste già un Incognito Mode sull’attuale CyanogenMod, ma riguarda il browsing, e consente di non registrare la cronologia ed i file scaricati. Il futuro della feature, però, è molto più interessante, perché diventerà un sistema di controllo sofisticato dei permessi delle varie app, che va ad aggiungersi a quello di base di Android.

Questo significa che se un app va a chiedere al sistema operativo delle informazioni sulla nostra lista di contatti, i messaggi o la cronologia di navigazione, Cyanogen presenterà una risposta “vuota”.

Ed attenzione, l’app non riceverà un messaggio di errore, ma sarà come se avessimo zero contatti, nessun appuntamento sul calendario, niente messaggi o come se non avessimo mai visitato un sito su Internet. Il GPL sembrerà costantemente spento. Nel tempo degli scandali dell’intelligence internazionale, l’idea diventa attraente, ma non dimentichiamo che anche senza chiamare in ballo l’NSA le app degli smartphone ci tengono d’occhio ed analizzano con entusiasmo decisamente intollerabile.

Come funziona

Il futuro Incognito Mode dovrebbe consentire alle app di funzionare regolarmente, ma di non sapere nulla di noi. Sarà possibile ottenere queste risposte solo con il nostro specifico permesso.

Va qui fatta una nota sul funzionamento del nuovo Incognito Mode: sarà una specie di “interruttore” per le singole app. Non ci sarà granularità di controllo sui vari dati, sarà acceso oppure spento. Si tratta di un compromesso, ovviamente, ma risulterà facile da usare per tutti, in questa maniera.

Non c’è ancora una data precisa per l’uscita di queste feature, che Steve Kondik, fondatore di CyanogenMod spera di poter implementare presto, per la gioia di tutti gli avvocati della “privacy mobile”.

La funzione verrà in futuro proposta anche sul progetto open source su cui si fonda l’evoluzione di Android. Magari tra un annetto la vedremo implementata in modo molto simile anche sul sistema operativo “base”.

Via | Steve Kondik (Google+)

CyanogenMod Incognito Mode proteggerà i dati degli utenti su Android é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 14:00 di martedì 18 giugno 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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DuckDuckGo rispetta da sempre la privacy degli utenti, e ha appena avuto la sua settimana migliore di sempre grazie alla sfiducia degli americani e del mondo verso NSA e grandi corporation hi-tech

DuckDuckGo ha finito sabato scorso la migliore settimana immaginabile. Un motore di ricerca “etico” che non si impiccia della vita privata dei suoi utenti, che non modifica le ricerche in base ai loro gusti personali e che non fa la spia per se stesso, figurarsi per l’NSA – Come stupirsi se ha “incassato” 2,54 milioni di ricerche dirette nella sola giornata di venerdì?

37% di ricerche in più in una settimana

Ne ho già parlato un anno fa, e non si può dire che DuckDuckGo sia del tutto sconosciuto. Di sicuro non è uno dei big player nell’ambito della ricerca, neanche lontanamente popolare come il padrone del web Google e neppure come il concorrente diretto Bing di Microsoft.

Eppure ha una cosa che nessuno dei due può vantare: la fiducia dei suoi utenti. Intanto si può essere sicuri che i risultati non siano ritagliati su misura, cosa che succede regolarmente con Google e che può essere una buona cosa, almeno finchè non si vogliono dei risultati obiettivi.

In secondo luogo, è anonimo. Non tiene traccia né di chi siamo né delle nostre abitudini, non ci segue nelle nostre navigazioni. Niente tracking, niente freccette colorate su una mappa, totale riservatezza e senza costringere l’utente a sfruttare metodi pirateschi o difficili.

Il successo è sull’onda dello scandalo PRISM

È ovvio che DuckDuckGo non è diventato un successo per caso, per quanto si tratti di un prodotto molto valido. Il motore di ricerca è improvvisamente diventato più attraente a causa dello scandalo dell’intelligence americana, svergognata dalle soffiate compromettenti che la vedono responsabile di intercettazioni e indagini a tappeto.

La collusione con Google e Microsoft è profonda – e sappiamo per loro ammissione che hanno trasferito dati riservati all’NSA.

DuckDuckGo ha una risposta molto semplice alle preoccupazioni degli utenti che si preoccupano del controllo da parte di governi sempre più invadenti:

“Se anche l’FBI o l’NSA venisse da noi, non avremmo nulla da ricollegare a voi utenti”.

Punto, set e partita.

Via | Technically

DuckDuckGo, il piccolo search engine "riservato" diventa più popolare a causa di PRISM é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 11:08 di martedì 18 giugno 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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