Archivio per la categoria 'Sistemi Operativi'

Kexi è un software libero che consente di gestire in maniera integrata i vostri dati, in pratica un’alternativa al famoso, in certi uffici, Microsoft Access.
Potete creare schemi, inserire dati, scrivere delle query ed elaborare i dati con un’interfaccia personalizzabile molto semplice. Tutti i dati sono salvati all’interno di un normale database relazionale in modo da semplificare la condivisione dei dati. Potete scegliere se utilizzare il database integrato SQLite oppure optare per un’installazione esistente di MySQL o PostgreSQL.
Potete importare i dati dai database Access che già possedete ed automatizzare le operazioni scrivendo delle funzioni macro in maniera simile alla controparte windows oppure direttamente in Python o Ruby.
Via | Kexi
Fonte notizia: Ossblog.it
Unknown Horizons

Unknown Horizons è un gioco di strategia 2D in tempo reale che si fonda sull’espansione e gestione economica di una città.
Dovrete trasformare il vostro insediamento iniziale in una città funzionale ed in salute raccogliendo le tasse in maniera equa e fornendo bene a tutti i vostri cittadini. Una corretta gestione economica e strategica sono fondamentali per vincere.
L’idea di gioco è basata vagamente sullo stile della serie Anno di Sunflowers/Ubisoft, ma questo gioco non è un emulatore né una reimplementazione e neanche si possono riutilizzare contenuti del gioco proprietario.
Il gioco è scritto in Python ed è disponibile sia per linux sia per windows. Sul sito potete trovare anche i pacchetti per le debian/ubuntu e suse.
Via | UnknownHorizons
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Uno dei problemi più grossi dei giochi open source è la grafica un scarsa che si può definire simpaticamente “programmer art”.
Nonostante qualche eccezione per acquisire un numero maggiore di utenti molti di questi giochi hanno bisogno di immagini di qualità più alta. OpenGameArt ha lo scopo di colmare questa lacuna proponendosi comeSi possono cercare risorse in base alla licenza un luogo di incontro fra programmatori ed artisti che hanno a cuore il software libero.
Il sito ormai ha circa un anno di vista e già contiene del materiale interessante. Se avete buone abilità artistiche potete contribuire aiutando il progetto.
Via | OpenGameArt
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Il progetto Morevna vuole creare un intero film raccontando con in stile anime una vecchia storia russa: “Marya Morevna“.
Per la realizzazione vengono utilizzati soltanto software opensource, principalmente synfig, ed il progetto finale sarà rilasciato sotto licenza Creative Commons Attribution. Non ci sono i soldi di alcuna fondazione e tutto il lavoro viene svolto da volontari.
La conclusione dell’opera è ancora lontana perché viene portata avanti principalmente da 6 persone, ma il progetto sta attirando su di sé l’interesse di molte persone. Potete sbirciare online per avere un’idea del lavoro che si sta compiendo.
Questo tipo di iniziative sono sempre da supportare perché contribuiscono a mostrare a molte persone le potenzialità dell’open source.
Il video è dello scorso anno, ma da un’idea della storia e mostra i miglioramenti apportati rispetto all’anno precedente (sulla sinistra).
Via | MorevnaProject
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È evidente che la querelle sul posizionamento dei bottoni in Ubuntu/Lucid abbia oltrepassato i limiti se persino Mark Shuttleworth ha deciso di dire la sua: lo ha fatto però in un modo impulsivo, che ha urtato la sensibilità della community — abituata a sentire le distribuzioni Linux come qualcosa di “proprio” e nonostante l’apertura di Shuttleworth apparsa poco tempo fa in merito.
L’ex-CEO di Canonical ha usato una parola mutuata dall’agone politico e nel peggiore dei modi: in sintesi ha sostenuto che Ubuntu non è una democrazia, mandando su tutte le furie la comunità… attualmente impegnata in un fuoco di fila nei suoi confronti. Eppure per come la vedo io Shuttleworth ha tutte le ragioni, soprattutto perché le critiche feroci arrivano su un aspetto più che marginale.
Anche qui abbiamo già visto come sia facile riportare la configurazione allo stato di Karmic e sulla modifica in sé penso che si sia speso anche troppo “inchiostro”, per così dire. Urge però definire meglio se le parole di Shuttleworth siano poi così deprecabili: voi cosa ne pensate, Ubuntu dev’essere democratico oppure no? Io credo che troppo spesso la community si arroghi diritti che non ha.
Foto | First African in Space
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Google Summer of Code 2010

Anche quest’anno Google ha aperto le porte del suo Google Summer of Code (GSoC) in cui invoglia gli studenti a partecipare e migliorare il software libero.
Durante la scorsa manifestazione hanno partecipato più di 2000 mentori da oltre 60 stati e dei 1000 studenti partecipanti oltre 85% hanno superato positivamente la valutazione finale. I progetti migliorati sono stati più di 150.
Non possiamo sapere ancora i numeri di quest’anno, ma sono stati pubblicati i nomi delle organizzazioni che parteciperanno.
Via | GSoc
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e’ passato solo qualche giorno da quando Mark Shuttleworth ha spiegato che i bottoni delle finestre in Ubuntu 10.10 saranno a sinistra per lasciare spazio a nuove opzioni sulla destra, che già la blogosfera si interroga su cosa mai ci possa andare, là a destra, e fa le sue proposte.
Molto interessante per esempio la soluzione di Davidc su identi.ca. E sulla scia di questa proposta ripresa da omgubuntu.co.uk è arrivata subito un’altra proposta di un lettore che, commentando, ha postato un’immagine con la sua versione.
Intanto è appena uscita la prima Beta release di Ubuntu Lucid Lynx ed ecco le prime immagini con i bottoni ancora a sinistra.
Fonte notizia: Ossblog.it

Sono anni che speriamo che quello che arriva sia quello buono per Linux sul desktop.
Purtroppo nonostante tutti i passi in avanti fatti siamo ancora troppo indietro e per l’utente medio è ancora valida l’equivalenza pc=windows, anche se recentemente il mercato dei mac si è espanso.
Tutti noi conosciamo lo stato attuale delle cose e le cause per questo scarso consenso sono molto variegate anche se la principale secondo chi scrive resta la pigrizia. All’alba del 2010, però, ha ancora senso parlare dell’importanza del desktop?
Il mondo si sta spostando verso il cloud computing ed immagino quanti di voi, per fare l’esempio più banale, controllano la posta utilizzando un MUA web via browser. Quanti altri servizi usate attraverso il web? Molto di quello che fino a poco fa era qualcosa di necessario per un desktop diventerà di colpo obsoleto e sarà spazzato via dal cloud computing?
Sicuramente c’è una tendenza alla “semplificazione” e lo possiamo notare sia da questi servizi sia dalle nuove interfacce come quella proposta da iPad che nonostante non rappresenti un successo per i poweruser resta il device perfetto per quella fetta di utenti che non convive facilmente con le nuove tecnologie.
L’idea del dekstop sta diventando vecchia sempre più velocemente ed anche se la tecnologia non è ancora pronta la strada è quella già tracciata. In futuro probabilmente potremo avere a disposizione tutte le funzionalità di un normale computer direttamente dal telefono, dal computer, dalla macchina fotografia e dall’auto. Voi come la pensate a riguardo?
Foto | Jonathas Rodrigues
Via | LinuxMag
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Una lavatrice open source

Il progetto open source washing machine (owash) vuole provare a ripensare il modo in cui vengono lavati i vestiti in giro per il mondo dove le donne fanno il bucato lavando a mano in condizioni difficili di estrema povertà ed in condizioni igieniche precarie.
Il progetto è nato nel 2008 durante un workshop dedicato all’Open Source Hardware ed ha lo scopo di progettare delle lavatrici funzionanti che si possono realizzare facilmente, riciclando quanto già disponibile nei paesi più poveri del mondo per migliorare il ruolo della donna.
Sono stati proposti vari esempi che utilizzano come propulsore il vento, il sole o animali. Un’ottima idea con cui una cultura come quella open source può fare davvero molto nelle aree meno avvantaggiate del mondo.
Il funzionamento di uno dei modelli del progetto OWash:
Via | OWash
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La Roewe 350 è la prima auto dotata di Android ad essere messa in commercio.
Il sistema però non gestirà la parte elettronica dell’auto, ma solo gli optional come il navigatore GPS, accesso alla rete o il lettore DVD. Se per un attimo avevate pensato di trasformare quest’auto in un “kit” del nuovo millennio dovrete aspettare ancora un po’.
Quest’auto sia nel nome sia nello stile assomiglia alla Rover e come avrete immaginato è realizzata in Cina. Sarà in vendita ad un prezzo fra i 10.000$ e 20.000$.
Via | AndroidCommunity
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