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Archivio per la categoria 'Posizionamento'

Google ha introdotto nuove funzioni per tutte gli operatori che vogliono promuovere la propria attività attraverso la ricerca locale. Utilizzando il Local Business Center di Google è ora possibile inserire dei messaggi relativi ad eventi o promozioni particolari, in modo da segnalarle sulla pagina di Google relativa al proprio esercizio commerciale. Questi annunci hanno una scadenza di 30 giorni e una lunghezza massima consentita pari a 160 caratteri.

posta aggiornamento

Per il mercato statunitense è anche possibile creare dei coupon per offrire buoni sconto che gli utenti potranno stampare, in modo da promuovere offerte speciali ed iniziative particolari. Tali coupon sono ora disponibili anche per gli utenti che accedono alla versione mobile della pagina.

coupon

Google ha inoltre introdotto anche un link per rendere più chiaro ai visitatori quali sono le pagine gestite direttamente dal proprietario dell’attività commerciale, in modo da rendere più attendibili le informazioni riportate.

inserzione verificata

Post pubblicato su: Motoricerca

Promuovere la propria attività con la ricerca locale di Google

Fonte notizia: Motoricerca.net

girl moneyIl servizio AdSense per i domini, che consente al proprietario di un dominio sul quale non è ancora stato pubblicato alcun contenuto di monetizzare il traffico che arriva su quella pagina, ha aggiunto una nuova interessante novità. Si tratta della possibilità di inserire una lista di parole chiave che permettono a Google di veicolare messaggi pubblicitari più rilevanti per i visitatori.

Nel caso ad esempio di domini dal nome ambiguo, l’utilizzo di questo strumento permette di aiutare Google ad individuare il settore di riferimento al quale appartengono i visitatori.

Ulteriori istruzioni si possono trovare in questa pagina di aiuto di Google AdSense.

Post pubblicato su: Motoricerca

AdSense per i domini aggiunge i suggerimenti per le parole chiave

Fonte notizia: Motoricerca.net

lucchetto httpsDal 2008 gli utenti di Gmail possono scegliere se collegarsi al popolare servizio di posta elettronica utilizzando il protocollo crittografato HTTPS al posto del tradizionale (e meno sicuro) HTTP.

Inizialmente Google aveva scelto di abilitare il protocollo HTTP di default, dato che quello HTTPS risultava più lento. Google però ha ora deciso che HTTPS diventerà il protocollo di default di Gmail. Una scelta che renderà sicuramente più sicuro l’accesso alla posta elettronica di Google per molte persone che (spesso inconsapevolmente) utilizzano il protocollo HTTP.

Per gli utenti che già utilizzano Gmail via HTTPS non cambierà ovviamente nulla, mentre per tutti gli altri il passaggio sarà automatico. Per coloro che volessero tornare al protocollo HTTP sarà sufficiente andare nelle opzioni di Gmail e scegliere l’opzione “Non usare sempre https

Se utilizzate Gmail Offline potreste avere qualche problema nel passaggio a HTTPS. Ecco alcune istruzioni per risolvere i possibili inconvenienti.

Post pubblicato su: Motoricerca

Gmail più sicura con la connessione HTTPS

Fonte notizia: Motoricerca.net

girl moneyIl servizio AdSense per i domini, che consente al proprietario di un dominio sul quale non è ancora stato pubblicato alcun contenuto di monetizzare il traffico che arriva su quella pagina, ha aggiunto una nuova interessante novità. Si tratta della possibilità di inserire una lista di parole chiave che permettono a Google di veicolare messaggi pubblicitari più rilevanti per i visitatori.

Nel caso ad esempio di domini dal nome ambiguo, l’utilizzo di questo strumento permette di aiutare Google ad individuare il settore di riferimento al quale appartengono i visitatori.

Ulteriori istruzioni si possono trovare in questa pagina di aiuto di Google AdSense.

Post pubblicato su: Motoricerca

AdSense per i domini aggiunge i suggerimenti per le parole chiave


Fonte notizia: Motoricerca.net

lucchetto httpsDal 2008 gli utenti di Gmail possono scegliere se collegarsi al popolare servizio di posta elettronica utilizzando il protocollo crittografato HTTPS al posto del tradizionale (e meno sicuro) HTTP.

Inizialmente Google aveva scelto di abilitare il protocollo HTTP di default, dato che quello HTTPS risultava più lento. Google però ha ora deciso che HTTPS diventerà il protocollo di default di Gmail. Una scelta che renderà sicuramente più sicuro l’accesso alla posta elettronica di Google per molte persone che (spesso inconsapevolmente) utilizzano il protocollo HTTP.

Per gli utenti che già utilizzano Gmail via HTTPS non cambierà ovviamente nulla, mentre per tutti gli altri il passaggio sarà automatico. Per coloro che volessero tornare al protocollo HTTP sarà sufficiente andare nelle opzioni di Gmail e scegliere l’opzione “Non usare sempre https

Se utilizzate Gmail Offline potreste avere qualche problema nel passaggio a HTTPS. Ecco alcune istruzioni per risolvere i possibili inconvenienti.

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Gmail più sicura con la connessione HTTPS


Fonte notizia: Motoricerca.net

censura cinaGoogle, attraverso un post apparso sul blog ufficiale, ha annunciato un cambiamento nelle modalità di gestione delle proprie attività in Cina. L’articolo, firmato da David Drummond (capo dell’ufficio legale di Google), spiega che negli ultimi mesi Google ha subito una serie di attacchi informatici provenienti dalla Cina. Dalle ricerche effettuate è emerso che Google non sia stata la sola vittima, ma anche altre 20 società di grandi dimensioni sono state colpite da attacchi simili.

La società di Mountain View ha inoltre fatto sapere che l’obiettivo principale di tali attacchi erano gli account Gmail di alcuni attivisti cinesi che si battono per il rispetto dei diritti umani. Fortunatamente pare che gli intrusi non siano riusciti a raggiungere l’obiettivo. Solo due account Gmail sono stati violati, ma limitatamente ad alcune informazioni sull’account (come la data di creazione) e al titolo delle email.

Ancora più grave è inoltre il fatto per dozzine di account Gmail appartenenti a cittadini europei e statunitensi, impegnati nella difesa dei diritti umani in Cina, si siano registrati accessi regolari da parte di estranei. L’accesso a tali account non è però dipeso da violazioni ai server di Google, ma piuttosto ottenuto tramite phishing o malware installati sui computer delle vittime.

Google comunica di aver già preso provvedimenti per rendere l’infrastruttura di Google più sicura e raccomanda anche agli utenti di tenere sempre aggiornato sia l’antivirus che il sistema operativo ed essere sempre prudenti nel cliccare su link  contenuti in messaggi ricevuti via email o instant messaging.

La vera notizia però è il fatto che Google stia riconsiderando il proprio approccio verso la Cina e soprattutto verso il governo cinese, arrivando anche al punto di ipotizzare la chiusura delle proprie attività nel Paese.

Google ha dichiarato di non essere più disposta a censurare i risultati del proprio motore di ricerca in Cina e, nelle prossime settimane, ne discuterà col governo cinese per cercare di ottenere un motore di ricerca privo di filtri. La società è anche consapevole che tale mossa potrebbe voler dire la fine di Google.cn, ma pare disposta a rischiare.

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Google non è più disposta a tollerare la censura cinese


Fonte notizia: Motoricerca.net

censura cinaGoogle, attraverso un post apparso sul blog ufficiale, ha annunciato un cambiamento nelle modalità di gestione delle proprie attività in Cina. L’articolo, firmato da David Drummond (capo dell’ufficio legale di Google), spiega che negli ultimi mesi Google ha subito una serie di attacchi informatici provenienti dalla Cina. Dalle ricerche effettuate è emerso che Google non sia stata la sola vittima, ma anche altre 20 società di grandi dimensioni sono state colpite da attacchi simili.

La società di Mountain View ha inoltre fatto sapere che l’obiettivo principale di tali attacchi erano gli account Gmail di alcuni attivisti cinesi che si battono per il rispetto dei diritti umani. Fortunatamente pare che gli intrusi non siano riusciti a raggiungere l’obiettivo. Solo due account Gmail sono stati violati, ma limitatamente ad alcune informazioni sull’account (come la data di creazione) e al titolo delle email.

Ancora più grave è inoltre il fatto per dozzine di account Gmail appartenenti a cittadini europei e statunitensi, impegnati nella difesa dei diritti umani in Cina, si siano registrati accessi regolari da parte di estranei. L’accesso a tali account non è però dipeso da violazioni ai server di Google, ma piuttosto ottenuto tramite phishing o malware installati sui computer delle vittime.

Google comunica di aver già preso provvedimenti per rendere l’infrastruttura di Google più sicura e raccomanda anche agli utenti di tenere sempre aggiornato sia l’antivirus che il sistema operativo ed essere sempre prudenti nel cliccare su link  contenuti in messaggi ricevuti via email o instant messaging.

La vera notizia però è il fatto che Google stia riconsiderando il proprio approccio verso la Cina e soprattutto verso il governo cinese, arrivando anche al punto di ipotizzare la chiusura delle proprie attività nel Paese.

Google ha dichiarato di non essere più disposta a censurare i risultati del proprio motore di ricerca in Cina e, nelle prossime settimane, ne discuterà col governo cinese per cercare di ottenere un motore di ricerca privo di filtri. La società è anche consapevole che tale mossa potrebbe voler dire la fine di Google.cn, ma pare disposta a rischiare.

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Google non è più disposta a tollerare la censura cinese

Fonte notizia: Motoricerca.net

google uploadLe prime ipotesi sulla possibilità che Google Docs potesse diventare un servizio per la condivisione e l’archiviazione di file erano già circolate lo scorso anno. Ancora più vecchie sono le speculazioni sul famoso GDrive.

Ora però è arrivato l’annuncio ufficiale di Google che comunica che nel corso delle prossime settimane su Gogle Docs verrà attivata la possibilità di caricare, organizzare e condividere file grandi fino a 250Mb. Per ogni utente sarà inoltre disponibile 1Gb di spazio gratuito. Sarà comunque possibile acquistare ulteriore spazio. 20 Gb, ad esempio, costeranno 5 dollari all’anno.

La nuova funzionalità verrà resa disponibile sia per i gli account Google “normali”, sia per quelli che utilizzano Google Apps.

Numerose società stanno già realizzando software che permetteranno di sfruttare questo nuovo sistema di archiviazione online di Google, come ad esempio Memeo Connect, Syncplicity e Manymoon.

Post pubblicato su: Motoricerca

Condivisione di file online con Google Docs, il GDrive tanto atteso


Fonte notizia: Motoricerca.net

google uploadLe prime ipotesi sulla possibilità che Google Docs potesse diventare un servizio per la condivisione e l’archiviazione di file erano già circolate lo scorso anno. Ancora più vecchie sono le speculazioni sul famoso GDrive.

Ora però è arrivato l’annuncio ufficiale di Google che comunica che nel corso delle prossime settimane su Gogle Docs verrà attivata la possibilità di caricare, organizzare e condividere file grandi fino a 250Mb. Per ogni utente sarà inoltre disponibile 1Gb di spazio gratuito. Sarà comunque possibile acquistare ulteriore spazio. 20 Gb, ad esempio, costeranno 5 dollari all’anno.

La nuova funzionalità verrà resa disponibile sia per i gli account Google “normali”, sia per quelli che utilizzano Google Apps.

Numerose società stanno già realizzando software che permetteranno di sfruttare questo nuovo sistema di archiviazione online di Google, come ad esempio Memeo Connect, Syncplicity e Manymoon.

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Condivisione di file online con Google Docs, il GDrive tanto atteso

Fonte notizia: Motoricerca.net

gemelle olsenAvere a che fare con siti che copiano i propri contenuti è uno dei problemi più ricorrenti che affliggono gli editori che svolgono la loro attività sul Web. Ogni giorno infatti nascono nuovi siti e blog che hanno il solo scopo di ripubblicare contenuti altrui per sfruttarli a fini pubblicitari.

Per individuare rapidamente chi sta copiando i vostri contenuti esistono numerosi strumenti, vediamone alcuni.

Ricerca su Google

Effettuare alcune ricerche su Google utilizzando frammenti di testo pubblicati sul proprio sito può essere un primo metodo per individuare i siti che copiano integralmente i propri contenuti. Vi basterà ad esempio selezionare una frase pubblicata in una delle vostra pagine e cercarla su Google, magari racchiudendola tra le virgolette in modo da cercare l’esatta corrispondenza. In questo modo è abbastanza facile individuare i vari aggregatori che ripubblicano i post ma anche blog che copiano integralmente i vostri contenuti, magari senza nemmeno mettere un link alla fonte originale.

CopyScape

CopyScape è un servizio che consente di individuare rapidamente le varie copie di una pagina Web disponibili online. La versione gratuita consente di effettuare un numero limitato di ricerche e riporta solo i primi 10 risultati per ogni interrogazione. La versione a pagamento offre ovviamente un maggior numero di funzionalità e permette di effettuare anche ricerche automatiche per individuare i “copioni”.

copyscape motoricerca

Plagiarism Checker

Questo strumento permette di effettuare ricerche utilizzando Google o Yahoo per individuare copie di una frase o di un testo. Offre la comoda funzione di creazione di un Google Alert per segnalarci quando viene individuata una copia del contenuto ricercato.

plagiarism checker

Plagiarism Detect

Plagiarism detect, come Copyscape, offre sia un servizio gratuito sia uno a pagamento. La versione gratuita, che richiede comunque la registrazione, consente di caricare file di testo o file Word da sottoporre all’analisi del motore di ricerca, in modo da individuare le eventuali copie. La versione a pagamento, tra le varie funzionalità aggiuntive, offre anche un plugin per Word che consente di effettuare ricerche su eventuali plagi direttamente all’interno del programma di elaborazione testi.

Plagium

Plagium permette di visualizzare su un grafico i vari risultati che presentano contenuti simili permettendo anche di vedere l’ordine temporale nel quale sono stati individuati. E’ possibile effettuare ricerche sia su tutto il Web sia solo tra le notizie.

plagium grafico

Virante

A differenza degli altri strumenti, Virante si occupa principalmente dei contenuti duplicati presenti all’interno di un sito Web. Permette di individuare potenziali problemi dovuti a redirect errati, pagine identiche visualizzate con URL differenti e altro ancora.

virante duplicate check

WebConfs

WebConfs offre uno strumento che permette di confrontare due differenti URL per scoprire la percentuale di somiglianza tra le due pagine. Ovviamente, minore è il risultato più le due pagine sono differenti.

similar page checker

[via HuoMah SEO blog]

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7 strumenti per individuare i contenuti duplicati

Fonte notizia: Motoricerca.net