Google Chrome OS cambierà Linux?
Editoriale – La notizia chiave tecnologica della settimana scorsa – ma a cavallo con la settimana precedente – è stata Google Chrome OS, il nuovo sistema operativo di Google: i dettagli (pochi) ufficiali, la pre-beta trapelata in rete e scaricabile, la notizia – bomba – che gli ingegneri di Ubuntu stiano progettando Google Chrome OS sotto contratto (questo blog ne ha dato notizia sembra in esclusiva; non si capisce perchè una notizia così importante l’abbiano taciuto i migliori siti tecnologici). E a un esame forse superciale verrebbe da dire che non sarà certo GoogleChrome OS a impensierire il successo di Windows 7 e, più in generale, il predominio imbarazzante (per gli altri, chiacchiere a parte) dei sistemi Windows. Ma proviamo invece a fare un esame meno superficiale, più approfondito, nonostante quello che sappiamo sia ancora poco.
Infatti quello che già sappiamo di Chrome OS ci fa fare delle riflessioni, d’accordo con betanews:
- il sistema sarà libero e open source
- è costruito su kernel Linux ma il sistema di finestre è completamente nuovo
- supporterà architetture x86 e ARM
- non è portatile come Android ma potrebbero esserci delle ‘sovrapposizioni’
- Acer, Adobe, ASUS, Freescale, Hewlett-Packard, Lenovo, Qualcomm, Texas Instruments e Toshiba supportano il sistema (dettaglio non trascurabile)
- Matthew Papakipos, direttore del progetto Chrome OS è anche direttore del progetto HTML 5 Open Web Platform, in cui Google sta impiegando molte risorse
- supporta nativamente applicazioni Web allo stesso modo di applicazioni desktop
- l’architettura base di sicurezza del computer è stata completamente ridisegnata
Si, a pensarci bene quello che già sappiamo non è poco; Google crea il suo sistema operativo avendo già siglato accordi (conosciamo solo pochi dettagli) con Canonical e con case leader costruttori di PC. Il progetto potrebbe essere in due tempi (ma è una mia idea): una prima fase in cui si educa la maggior parte degli utenti, abituata a sistemi Windows, a prendere confidenza e a usare un sistema Linux, sia pure molto particolare, come abbiamo visto. In una seconda fase gli accordi e i progetti di Google e Canonical potrebbero portare a lancio di un sistema operativo pù universale; insomma Google Chrome OS potrebbe influenzare la futura architettura di Ubuntu, e viceversa. E non dimentichiamo che Chrome OS è progettato sin dall’inizio per essere anche compatibile con processori ARM (apparecchi mobili).
Microsoft in apparenza può dormire ancora sonni tranquilli; ma chi sa dire per quanto tempo?
Altre notizie degne di nota della settimana scorsa sono state:
- l’ennesima innovazione di Opera Browser
- l’empasse di NVIDIA; ricordiamoci che ha chiuso l’anno 2009 – finito il 25 gennaio scorso – con un passivo di 30 milioni di dollari, qui e qui. NVIDIA non fa comunicazioni ufficiali. Auguri; meglio la concorrenza che un mercato con pochi interpreti principali.
Editoriale di Sebastiano Cannata
Fonte notizia: VistaBlog.it

